Salutiamo la Capolista
Scomparso il maltempo che ha fermato il campionato di calcio Serie Promozione girone D per ben 3 giornate, domenica 22 febbraio 2012, allo Stadio Giorgio Calbi si è presentata la capolista Stuoie Baracca Lugo, tallonato a due lunghezze dal Cattolica Calcio.
La squadra allenata da Felice Parisi è tutt’altra squadra rispetto a quella imbottita di giovani, scesa al Calbi in occasione del ritorno di coppa, in quella occasione Pasini (20’), Ragno (64’), Buffone (75’), avevano bissato il risultato dell’andata, (Gualtieri, Gualtieri, Ordonselli J.)
Il Bomber Corbino si presenta al centro dell’attacco Rosso-Blu, a comporre lo scacchiere Lughese:
- Montanari, Contessi, Albonetti, Anastasio, Morara, Poggi, Nannini, Bartolini, Corbino, Fabbi, Palladino; a disposizione, D’alessio, Leoni, Neri, Valli, Tabanelli, Maiorani, Chamchita.
Direzione di gara affidata al Signor Arbitro Baldi di Bologna, con la collaborazione degli Assistenti Signor Galati di Bologna e Signor Mattia di Bologna.
Il Cattolica Calcio che in questa sosta forzata, non ha mai smesso di credere nella promozione diretta in Eccellenza, allenandosi a pieno regime anche con il campo ghiacciato, si presenta in perfetta tenuta gialla, schierando una formazione da sogno:
| L’Airone | Federico | Gozzi |
| Lo Specialista | Giovanni | Casolla |
| Il Moschettiere | Davide | Zandri |
| Il Metronomo | Giordo | Bagli |
| Il Titano | Cristian | Brolli |
| La Provvidenza | Alberto | Sabattini |
| Il Giocoliere | Enrico | Ragno |
| Il Capitano | Michele | Mercuri |
| Il Torello | Davide | Bernabucci |
| Il Genio | Nicola | Pasini |
| Il Talento | Jacopo | Ordonselli |
| A disposizione del Mago | Alessandro | Carta |
| Il 12° | Nicolas | Fabi |
| il Matematico | Lipen | Yahumeni |
| Il Super | Francesco | Buffone |
| Il Veterano | Roberto | Vele |
| Il Cobra | Giacomo | Gualtieri |
| Il Fisico | Kristian | Budini |
| La Mascotte | Alessandro | Paolasini |
| Al fianco di Mr. Ciccio Carta | ||
| L’Eterno | Giuliano | Bompadre |
Il Cattolica Calcio parte a sperone battuto, il rinomato fraseggio sulla corsia sinistra, Ordonselli-Zandri, libera al cross il moschettiere giallorosso, un preciso colpo di fioretto per il ben piazzato Ragno sul vertice opposto dell’area piccola, che con il suo classico tiro secco e preciso gonfia la rete rosso-blu. Dopo 3’ minuti di gioco, le tribune sono già in delirio.
Il Lugo che non subiva gol da 10 partite, si rende immediatamente pericoloso con un calcio di punizione di Corbino, l’Airone cattolichino si conferma una saracinesca destreggiandosi a terra come il più abile dei felini.
Le due squadre in campo non si risparmiano, dimostrando se ve ne fosse bisogno, che il match vale ben più che un momentaneo primato solitario in vetta alla classifica.
La fitta rete di passaggi dei rosso-blu nella propria metà campo, non trae in inganno gli esperti uomini di Carta, che non cadono nella trappola di uscire allo scoperto lasciando sguarnita la retroguardia.
Complice la pioggia che rende il terreno di gioco impervio, nel primo tempo vi è da registrare solo un volo di Gozzi, a controllare la palla che spolvera l’incrocio dei pali, calciata da capitan Nannini.
Ci pensa il Signor Baldi di Bologna ad apportare statistiche alla gara, distribuendo a destra e a sinistra, cartellini di ogni sorta, il più fortunato è il giovane Bartolini, che riesce a rimediare in sequenza due gialli che gli valgono il rosso diretto per raggiungere anzitempo gli spogliatoi.
Con un uomo in meno ed un gol da recuperare, i secondi 45 minuti di gioco si presentano per il Lugo tutti in salita.
A far la guardia al fortino giallorosso anche il Commandos Tigre, che pur sotto una pioggia battente non abbandona la posizione per sostenere la squadra del cuore.
L’uomo in più si fa sentire soprattutto a centrocampo, Mr. Parisi abbassa Fabbi davanti alla difesa ed il lavoro svolto dall’astro lughese ha tutta la qualità per assomigliare alla stoffa tessuta da Pirlo.
Tra il 52° ed il 66° il Cattolica Calcio profonde il massimo sforzo per chiudere il match.
In primis ci prova Bagli, la scoccata partita dalla trequarti è preda a terra di Montanari.
Al 54° Bernabucci sforna un pallone d’oro per il Genio che a causa del campo pesante non riesce ad anticipare l’uscita di Montanari se non con un acrobatico tocco sotto, il pallonetto da l’illusione del gol, producendo un boato in sala stampa e sugli spalti, ma la palla sgattaiola a fil di palo.
E’ il 59’ quando il Torello tira fuori dagli scarpini un colpo di tacco aereo che ha tutta l’aria di essere una magia, il Giocoliere fa cenno al Mr. di aver assimilato lo schema, ma le gambe sono pesanti ed il tiro viene deviato in calcio d’angolo.
Tre minuti dopo l’esterno Giallorosso prova a far tutto da solo bruciando tutta la fascia destra, arrivato in area di rigore l’assist centrale per Pasini lascia intendere che è finita la benzina.
E’ un forcing estenuante quello prodotto dalla compagine cattolichina, ed alle ore 15 e 53 minuti del 26 febbraio 2012 sulle pagine dei libri di storia viene iscritto il nome di un altro pittore, Davide Zandri trova il varco giusto sulla fascia sinistra, il Ghepardo trova la collaborazione di un Torello rivitalizzato dagli allenamenti preparati da Manlio Molinari, entrato in area lascia partire una sciabolata che buca i guanti del giovane portiere rosso-blu.
Corsa sotto la curva, sembra fatta.
In una giornata che aveva solo la parvenza di essere primaverile, gli atleti in campo hanno espresso il massimo nei primi 70’ di gioco, ci prova Fabbi, il migliore dei suoi, a far venire i brividi con un tiro che sorvola la traversa, poi è il neo-entrato Maiorani a scuotere il Lugo, ma sono fuochi fatui.
Al 93’ e’ il Cobra, subentrato a Bernabucci, ad avere sul sinistro la palla per arrotondare il risultato, la punizione calibrata sul secondo palo esalta le doti atletiche di Montanari.
2-0, 1° posto in solitaria, corsa a salutare il pubblico, standing ovation, ma ne mancano ancora 13 e solo 5 si disputeranno al Calbi.
Giungono voci dal corridoio sull’apprezzamento del Commandos Tigre alla sterzata economia infusa dal Presidente Mancini e da tutta la Società, ma se sarà Eccellenza servirebbe un aiutino tecnologico che sia di avvallo anche per quegli atleti che calcano il terreno di gioco ogni benedetta domenica.
Metti un allenamento con il Cattolica Volley
Emilia e Romagna dormono sotto la neve, mentre le ragazze del Cattolica Volley si allenano in palestra.
Giovedì pomeriggio abbiamo assistito ad un tipico allenamento delle ragazze allenate dal Coach Ruggero Russo, dello slittamento dei campionati ne hanno beneficiato 13 aspiranti pallavoliste amalgamate in campo in un mix di colori.
La sessione comincia con classici esercizi di stretching, mentre le ragazze sono impegnate nell’allungamento e potenziamento muscolare il Coach Ruggero sfrutta il momento per spiegare la strategia da usare in partita parlando di posizione 5 posizione 6, nonché della tattica da usare a muro.
Chi vuole approfondire l’argomento tecnico trova informazioni utili sulle pagine di Wikipedia.
In tribuna un cospicuo numero di spettatori osserva divertito la capacità di autogestione delle proprie beniamine. Suddivise in due gruppi le ragazze ottimizzano l’intera area di gioco.
Lo sport è un mezzo attraverso il quale formare il carattere e far emergere la propria personalità, in un gioco veloce come la pallavolo la comunicazione riveste un ruolo chiave, ricevere un pallone richiede intesa di squadra, prontezza di riflessi ed anche capacità tecnica, Ruggero allena la ricezione in bagher invitando le ragazze a gridare “mia” prima di spostarsi per ricevere il pallone, il richiamo sonoro mette in allerta tutta la squadra pronta a capovolgere l’azione da difensiva ad offensiva.
Sul fronte opposto sembra di assistere agli allenamenti dell’Atletica 75, le ragazze spiccano salti sopra gli ostacoli da provette ginnaste. Tutte le ragazze sono munite di ginocchiere, modelle esemplari per quei giovani calciatori che protestano alla sola vista dei parastinchi.
Tra i proliferi consigli di Mr. Ruggero vi è quello di compiere un balzetto in avanti, indietro o laterale in modo da posizionarsi bassi, pronti a prendere la palla in ricezione.
In circa 90 minuti di allenamento vi è tempo per sperimentare vari aspetti del gioco, tra questi l’esercizio di rotazione della squadra, con attacco in palleggio, ricezione, e nuovo palleggio, offre l’opportunità di stimolare contemporaneamente qualità come il saper dosare la forza, la precisione del passaggio, la valutazione sul dove cadrà la palla, capacità essenziali di ogni pallavolista.
Il come colpire la palla è un parametro per eseguire un valido colpo d’attacco, Ruggero ci spiega che va colpita con la mano ben aperta, non rigida, la differenza sonora prodotta dall’impatto corrisponde all’efficacia del colpo. Osservare l’entusiasmo, la curiosità, la partecipazione, la fede con la quale queste giovani atlete si lasciano guidare dall’allenatore è una fonte di gioia, ancora prima che nel risultato è importante credere nella propria capacità di apprendimento e “Leone” Ruggero fa presente che gli allenamenti vanno presi seriamente, se si ride mentre si cerca di imparare cose nuove tanto vale farsi 10 giri di campo, a corto di fiato si è più predisposti a stare ad ascoltare!
A stare in tribuna non ci si annoia!!!!! L’allenamento di Ruggero oltre che fisico-tecnico si basa su una buona conoscenza della psicologia, bisogna avere un atteggiamento mentale positivo, grintoso ed il coach che ha un consiglio personale per ogni atleta, ha ragione perché rientrate in campo attacco e difesa hanno sfoggiato il loro “MIA” migliore!
E’ giunta l’ora in cui a scaldare il parquet di gioco siano le atlete di prima divisione, non dome le nostre aspiranti si concedono una sessione defaticante in cui il loro allenatore troverà senz’altro le parole giuste per trasmettere l’entusiasmo necessario ad affrontare le prossime sfide.
Cronaca di una domenica pomeriggio da leoni
Campionato Regionale Emilia Romagna
PROMOZIONE GIRONE D
STAGIONE SPORTIVA 2011-12
19ª giornata 22/01/2012 ore 14,30 – Stadio Giorgio Calbi : A.C.D. TORCONCA (maglia a strisce bianco blu) VS. VERUCCHIO (maglia a strisce rosa nere)
Terna arbistrale: Arbitro Gubellini di Bologna, 1° assistente Biagetti di Rimini, 2° assistente Ciccioni di Rimini.
1. Ditomaso Giacomo - 2. Palmieri Giacomo - 3. Volanti Alex - 4. Facondini Andrea - 5. Bartoli Cristian - 6. Mosconi Luca - 7. Fedeli Eric - 8. Becci Marco - 9. Montanaro Adamo S. - 10. Casoli Claudio - 11. Biagini Nicola // 12. Melchiorri Mattia - 13. Mancini Stefano - 14. Byad Anas - 15. Leardini Marco - 16. Cecchini Andrea - 17. Spadoni Guido - 18. Cannizzo Nicola
1. Maggioli Alessandro – 2. Fattori Tomas – 3. Succi Davide – 4. Schipano Federico – 5. Muraccini Marco – 6. Giovanardi Gianluca – 7. Bonavitacola Matteo – 8. Semprini Alberto – 9. Gori Francesco - 10. Ronchi Nicolas – 11. Muggeo Jacopo // 12. Corazzi Samuele – 13. Spataro Christian – 14. Valenti Federico – 15. Percoco Francesco – 16. Balducci Alberto – 17. Genovese Alex – 18. Bettini Nicolo’
Un Torconca invischiato in zona playout si gioca le proprie chance di salvezza allo stadio Giorgio Calbi. I giovani ragazzi allenati da Gianangeli avranno bisogno di tutto il calore dei propri tifosi per compiere l’impresa che prima del successo esterno contro i cugini del Marignano sembrava disperata.
Con il Cattolica calcio impegnato in trasferta in quel di Borghi, il Torconca Cattolica ospita un Verucchio che ha portato a seguito un nutrito numero di supporters.
Il Torconca schiera il classico 4-2-4, il Verucchio si adegua con un compatto 4-3-3 che obbliga il n° 7 Fedeli a venire a stringere a centrocampo.
All’8° la prima occasione per il Verucchio: – Muggeo viene pescato in area da un preciso lancio di Gori, Facondini si oppone con esperienza chiudendo la traiettoria del tiro, gli ospiti protestano per la pressione del difensore, ma se pensavano di venire al Calbi e fare una passeggiata non avevano fatto il conto con la tempra dei giovani locali. La DIFESA guidata da Mosconi prova a ripartire con lanci lunghi sulle fasce, i movimenti dei giocatori del Torconca quando muovono palla indisturbati ricordano quelli di una fisarmonica.
La partita si infiamma al 20° Semprini (ringraziamo gli inviati del Corriere di Rimini presenti in tribuna per la segnalazione), lascia partire un bolide dalla trequarti, Ditomaso non si fida e ci mette i pugni, la palla rimbalza nei pressi dell’area piccola, Gori è lestissimo a catapultarsi di testa, il portiere non esce ma sulla conclusione di testa a botta sicura, la parata che ne segue ha tutta l’aria di essere un miracolo.
Siamo al 25° e la pressione costante del Verucchio obbliga il Torconca a compattarsi con un 4-4-2. Facondini è un colosso e chiude tutti i varchi facendo sentire la possenza del proprio petto agli attaccanti che osano transitare dalle sue parti, Gori cambia posizione con Ronchi.
A centrocampo Bartoli si distingue nei recuperi cercando d’impostare per gli avanti Bianco-Blu, al 33° il suo tiro dal limite fa la barba al palo. Se dopo 35 minuti di gioco il migliore in campo è il centrale difensivo sinistro, la squadra potrebbe preoccuparsi e ne avrebbe ben donde, urge un cambio di ritmo.
Al 36° un calcione netto di Ronchi atterra Palmieri sulla fascia, con palla scoperta il fantasista lascia scoccare un siluro a cui il portierone in divisa oro deve opporsi come sa.
Al 38° il Torconca si difende con il 4-4-1-1. Miracoloso Ditomaso che da un calcio d’angolo si ritrova l’area piccola intasata, nel tap-in a botta sicura risponde presente.
Prima vera occasione per il Torconca: al 41° Montanaro solo sul vertice basso dell’area piccola invece di tirare appoggia in mezzo, ne scaturisce un calcio d’angolo sul quale il tiro di Bartoli produce animo sugli spalti, illusione ottica.
44° Casoli conquista palla a centrocampo, trova spazio e un assist al bacio per Montanaro che si libera dalla marcatura, la sventolata esce larga a fondo campo.
A tempo scaduto finalmente Fedeli trova la forza per involarsi sulla destra, in 3 lo stringono nei pressi del corner, ci sta il fallo ma il guardalinee lascia correre tra i mugugni degli spettatori.
Quando il Torconca ha adoperato un modulo decente giocando palla a terra, ha trovato le occasioni migliori.
Forse l’estremo bianco-azzurro deve perfezionare la tecnica, ma senza 3 parate incredibili la partita sarebbe stata già persa dopo 45 minuti.
15.30 e squadre pronte al cambio di campo.
Il Torconca stringe le maglie a centrocampo, il Verucchio allarga il gioco sulle fasce.
Muggeo da prova di buona personalità.
Il Torconca gioca palla a terra, Palmieri – Fedeli – Bartoli per il cambio di fronte – stop di Biagini in area che appoggia a Casoli, il tiro a giro del n° 10 non incrocia il sette e gli ospiti possono tirare un sospiro di sollievo.
11 BIANCO-BLU nella propria metà campo.
Biagini riceve il lungo lancio del proprio portiere, difende palla facendo salire la squadra, il calcio di Fattori questa volta merita il giallo.
60° è ancora Biagini a prendersi la squadra sulle spalle, il n° 11 viene atterrato al limite dell’area. In settimana bisognerà allenarsi sui calci piazzati.
Si allungano le squadre, Fedeli riposizionato da trequartista trova autostrade in cui può far valere la sua velocità.
65° Biagini, ancora lui, ingrana la marcia con il supporto di Volanti, i locali guadagnano un calcio d’angolo. Biagini alza la parabola, sul palo opposto Becci con un colpo di testa a scendere toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali, delirio in tribuna! 1-0
70° fuori Giovanardi dentro Bettini, 3-3-4 per il Verucchio, sarà un assedio.
Biagini-Volanti-Fedeli sugli scudi in prima linea. Montanaro sulla trequarti difensiva. Biagini si riposiziona a sinistra Casoli si sposta a destra.
77° fuori Casoli dentro Mancini, gara nervosa ammonito Moraccini.
80° è palla lunga, salvarsi così sarà una sofferenza.
83° Semprini lascia il posto a Spadaro. L’attacco bianco-blu è tutto nel possesso palla di Fedeli.
86° Montanaro conquista palla, smista su Biagini in mezzo all’area Fedeli non trova la forza per chiudere la gara.
87° Valenti entra per Succi.
89° Leardini per Montanaro. Servono forze fresche e sangue freddo.
90° Punizione generosamente concessa, dal vertice alto dell’area sinistra Gori si appresta alla doccia fredda; miracolo, Giacomo & Co. alla salvezza ci credono.
Buone feste natatòri
Ci sono momenti nella vita dove ci si ritrova a pensare perché qualcuno affronta i problemi in maniera positiva, con tenacia e convinzione e riesce a superare le barriere senza apparente difficoltà. Ed altri no.
Ci sono momenti dove si riflette sul come mai solo alcuni si pongono obiettivi magari lontani, magari ambiziosi, magari solitari. E li raggiungono.
Ci sono momenti dove ci si domanda perché nella vita alcuni, trovano normale lavorare con sacrificio ed ottenere gratificazioni riuscendo a farlo con grande differenza da altri colleghi.
Ci sono momenti dove si riflette su cosa può riunire, avvicinare, rendere simili migliaia di uomini e donne che fanno della propria vita un successo personale.
Cosa sia non saprei, ma provate ad immaginare un ragazzo che per giorni, mesi, anni nella sua vita ha dato il meglio di se nuotando con tutta la forza e la grinta che poteva.
Un ragazzo che per ore ed ore ha parlato solo con se stesso, ha visto solo una linea da seguire, ha avuto solo un cronometro da battere.
Un ragazzo che si è messo un obiettivo da raggiungere e non domani nè dopo ma dopo due o dieci anni l’ha raggiunto.
Un ragazzo che ha cancellato decine di sconfitte e delusioni per lasciare nella sua mente solo quelle poche uniche volte dove, per magia, tutti i sacrifici passati scomparivano in un attimo e la gioia era l’unico risultato che contava.
Un ragazzo abituato a vincere perché abituato a perdere dieci, cento o mille volte. Ogni volta pronto a rimettersi in gioco per superare se stesso.
Un ragazzo, uno come tanti, non ha solo imparato a nuotare. Non ha imparato a salire sul podio. Non ha imparato a soffrire per raggiungere il suo sogno. No, quel ragazzo non ha fatto solo questo. Ha imparato a vivere.
Un ragazzo che quando vorrà ottenere qualcosa nella vita saprà che dovrà mettercela tutta, lavorare, stringere i denti.
E ce la farà.
Un ragazzo che quando vorrà ottenere un risultato importante nella vita saprà cadere una dieci cento volte. Ma si rialzerà, la sconfitta non lo disturberà, stringerà i pugni ed avrà in testa solo una cosa: lui ce la farà.
Un ragazzo che quando crederà di aver tutti contro, dagli amici alla famiglia, saprà concentrarsi con se stesso, saprà ragionare e saprà trovare una soluzione.
Da solo, solo con se stesso, lui ce la farà.
Guardatevi attorno, leggete negli occhi gli altri, cercate chi può avere nel vostro mondo le doti di questo ragazzo.
Non faticherete molto, è anche lui di una specie diversa.
Anche lui è stato un nuotatore.
Emozioni e Solidarietà a Cattolica
18 dicembre 2011
Al Giorgio Calbi va in scena quello che ha tutta l’aria di essere un trappolone, il San Patrizio reduce da una striscia di risultati utili consecutivi sembra avere le carte in regola per impensierire i padroni di casa, la squalifica in cui è incappato Capitan Mercuri è il regalo natalizio per gli ospiti. A causa della direzione di gara è sembrato di giocare per larghi tratti in trasferta, ci ha pensato il calore del folto pubblico cattolichino presente sugli spalti a galvanizzare i gladiatori allenati da Mr. Carta. Il Cattolica per fare proprio il match ha dovuto dimostrarsi squadra, nei primi 60 minuti il Kobra Gualtieri ha sfiancato per via centrali l’attenta difesa ospite, lasciando salire sugli scudi un Bernabucci che ha cominciato a segnare con continuità, raggiunti sul 2-2 dalla doppietta di uno straripante Battilani (partito dalla panchina), lo stratega Ciccio Carta capisce che è ora di spostare il gioco sulle fasce e con l’ingresso di Buffone, il Torello Bernabucci si trasforma in Toro Scatenato, firmando l’hattrick personale e regalando (nei minuti di recupero) l’assist per il 4-2 a Super Francesco Buffone. Un analisi attenta della partita la si può leggere sul sito ufficiale del Cattolica Calcio.
Emozioni sul terreno di gioco, ma anche nello spazio antistante, la solidarietà espressa dai cattolichini nel comprare i prodotti che servono a finanziare i progetti di alcune realtà associative del nostro territorio.
Tra i due tempi di gioco Silvia Morosini presta servizio allo stand della Cooperativa Sociale Ca’ Santino in attesa del marito Rino. L’associazione operante a Montefiore Conca si occupa di fornire supporto terapeutico a giovani e adulti, in collaborazione con la A.U.S.L di Rimini. Dal volantino presente nello stand leggiamo:
- Il Centro Residenziale garantisce ai disabili una vita di qualità in un ambiente sereno e famigliare.
- Il Centro Lavoro Protetto è un servizio diurno nel quale si svolgono laboratori con attività basate su progetti educativi individualizzati.
- Il Centro Socio-educativo è rivolto nelle ore pomeridiane, a minori con difficoltà affettive, relazionali e di apprendimento.
Tra i servizi rivolti all’utenza esterna:
- Educazione ambientale: programmi specifici per le scuole dell’obbligo.
- Ippoterapia: attività ludico-sportiva con il cavallo.
- Pet-therapy: contatti mirati ed emotivamente coinvolgenti con i piccoli animali della fattoria.
Tutte le attività sono svolte sotto la guida di operatori specializzati che si preoccupano costantemente di quelli che sono i bisogni personali dei singoli ospiti, stimolando le loro attitudini ed abilità, in modo da favorire un’esperienza correttiva della percezione di sé e degli altri.
Chiara Crocioni ci regala un vero sorriso perché tutti i bambini devono avere gli stessi diritti, l’associazione onlus fondata a Torino ha ora una sede anche a Cattolica. L’Associazione è nata con la mission di raccogliere fondi da destinare alla ricerca nel campo dell’ATASSIA TELANGIECTASIA. La rarità di questa malattia non si presta al business delle aziende farmaceutiche, il sostegno alla ricerca proviene al momento solo da donazioni private: da qui la necessità di sensibilizzare e coinvolgere più persone possibile. I fondi sono dedicati a finanziare borse di studio e supportare l’attività scientifica di gruppi di ricerca che si adoperano per trovare cure per bambini che soffrono di questa malattia.
In una festa a tema natalizio le tipiche caldarroste e vin brulè non possono mancare
aggiungiamo caramelle e pop corn
piada romagnola e nutella e la festa per i bambini è a 3/4 d’opera
mixiamo il tutto con una sessione di football shoot out
ed una partita al mega calcio balilla live ed il pomeriggio si trasforma presto in sera.
Vicino al classico campo di calcio ad 8 era presente anche uno stand organizzato dal Comitato Aiutiamo Michelle, la bambina di Cattolica che grazie alla sensibilità di tante persone ha trovato la speranza nelle cure prestate in territorio statunitense.
Si narra che le vie del Signore siano infinite, durante l’intervallo, tra le mani ci è piovuto un ritratto di Super Sic in mezzo a due bambini sofferenti di autismo, raccogliamo l’assist ricordando che per volontà della famiglia di Marco Simoncelli tutte le offerte raccolte durante le esequie dello sfortunato centauro romagnolo sono state devolute alla Piccola Famiglia di Monte Tauro e Rimini Autismo Onlus, chi volesse contribuire può effettuare un bonifico intestato a IT56B0857824100000100101441. Lo ricordiamo con le parole di un altro cattolichino doc impegnato nel sociale, lasciamo giudicare ai cittadini se abbia un senso intitolare una strada a Marco Simoncelli.
Giovani calciatori crescono a Cattolica

11 Dicembre 2011 – Stadio Giorgio Calbi – Torconca Cattolica Vs. Cattolica Calcio
| Tacchi | Giacomo | 1990 | Gozzi | Federico | 1978 |
| Palmieri | Giacomo | 1994 | Casolla | Giovanni | 1987 |
| Mancini | Stefano | 1991 | Budini | Kristian | 1993 |
| Becci | Marco | 1991 | Bagli | Giordo | 1981 |
| Volanti | Alex | 1990 | Brolli | Cristian | 1992 |
| Mosconi | Luca | 1982 | Sabattini | Alberto | 1987 |
| Casoli | Claudio | 1987 | Mercuri | Michele | 1985 |
| Panisson | Gianluca | 1975 | Ordonselli | Jacopo | 1994 |
| Montanaro | Adamo S. | 1990 | Gualtieri | Giacomo | 1982 |
| Fedeli | Eric | 1992 | Zandri | Davide | 1991 |
| Biagini | Nicola | 1993 | Bernabucci | Davide | 1985 |
| Melchiorri | Mattia | 1994 | Berardi | Alessandro | 1994 |
| Facondini | Andrea | 1990 | Lipen | Yauheni | 1992 |
| Leardini | Marco | 1986 | Pasini | Nicola | 1989 |
| Byad | Anas | 1992 | Buffone | Francesco | 1990 |
| Spadoni | Guido | 1994 | Paolasini | Alessandro | 1994 |
| Aureli | Niccolo | 1994 | Ragno | Enrico | 1993 |
| Cavalli | Danilo | 1990 | Nicoletti | Federico | 1992 |
| All. | All. | ||||
| Gianangeli | Franco | Carta | Alessandro | ||
| Arbitro | Stefano | Belfiore | Parma | ||
| Assistente 1 | Luigi | Antonio | Gesualdi | Rimini | |
| Assistente 2 | Dario | Forese | Imola |
Se i pronostici della vigilia annunciavano un derby infuocato ci ha pensato la seconda pioggerellina di dicembre a stemperare gli animi. La temperatura era da gomme termiche, i magazzinieri avranno avuto il loro bel da fare nel consigliare i 6 tacchetti, da come sguillavano nei primi 45’ minuti di gioco non tutti avranno ascoltato i buoni consigli.
Tribune ospiti e locali gremite in ogni ordine di posto, il Cattolica si presenta con il 4-4-2 che già in avvio di campionato aveva creato qualche contrattempo ed il 4-2-4 impostato dal neo Mr. Gianangeli mette alle corde la capolista nei primi 10’ di gioco.
Senza le invenzioni di Pasini il Cattolica si affida ai lanci lunghi a cercare il Kobra Gualtieri.
Al 13° prima ammonizione del match, il capitano Mercuri riceve il giallo per un fallo tattico a metà campo.
Al 24° uno slalom di Fedeli semina il panico in area di rigore, il tiro non è dei migliori, ma la palla giunge al neo acquisto Montanaro ed è un gioco da ragazzi depositare la palla in rete.
Sotto di un gol il Cattolica si sveglia dal torpore.
Bernabucci si invola sulla fascia sinistra, il contrasto fisico con il giovane Palmieri è impietoso, dagli spalti il rigore sembra clamoroso, ma Belfiore ammonisce il Toro Cattolichino.
Al 28° è Montanaro a finire sul taccuino dell’arbitro.
La partita si scuote grazie al duo Bernabucci-Ordonselli che cambiano letteralmente marcia alla squadra, la punizione conquistata sulla trequarti battuta da Zandri mette in mostra le doti di Tacchi.
Al 34° Mr. Carta capisce che deve osare. Fuori il diligente Budini, dentro l’estroverso Ragno che permette a Ordonselli di spaziare sulla fascia sinistra, ripristinata la coppia Zandri-Ordonselli il Torconca subisce l’iniziativa del Cattolica.
Sul cronometro di gara scocca il 39°, il Mago cala l’asso Pasini, a fargli posto l’esemplare professionista Gualtieri, bocca cucita anche all’uscita dallo stadio.
Con il modulo ad una punta i 3 fantasisti cattolichini chiudono il Torconca nella propria metà campo.
Ne fa le spese Mancini, ammonito al 40°.
Al 44° Fedeli prova un nuovo slalom in area, il gioco di gambe è funambolico, ma Sabttini liberando con un lancio lungo, fa capire che anche per tutto il secondo tempo il fortino giallorosso sarà inespugnabile.
Al termine dei primi 45° minuti di gioco le due squadre rientrano negli spogliatoi probabilmente con gli stessi stati d’animo, da una parte la speranza di resistere, dall’altra la speranza di ribaltare un risultato conquistato in modo meritato e legittimo.
Sugli spalti non si trova di meglio che discutere della terna arbitrale.
Al 7° del secondo tempo il classico gioco di gambe di Ragno si infrange sulla difesa di Mancini che sbilanciato dalle sue finte e da un viscido terreno di gioco sembra fermare la palla con una mano, il direttore di gara sul vertice opposto dell’area di rigore e coperto da numerosi giocatori lascia proseguire. Il pubblico non approva, invocata la prova televisiva.
Al 12° Gianangeli prova a dar maggior vigore alla propria squadra, fuori il n° 7 Casoli dentro il n° 14 Leardini, salutato con un ovazione dalla Cat. Esordienti del Torconca, presenti allo stadio ospiti della società bianco-azzurra. Un minuto dopo anche Leardini timbra il cartellino del Signor Belfiore da Parma, per un atterramento al limite dell’area.
Passano i minuti e la partita cresce d’intensità, al 19° Biagini atterra Bagli nei pressi del fallo laterale, Belfiore vede e provvede.
Il 4-2-4 che fino a questo momento ha retto gli argini si sfalda dopo 65 minuti di gara; un imprendibile Zandri brucia tutta la fascia sinistra come un Ghepardo imprendibile per chiunque, il cross al bacio sul secondo palo trova pronto in acrobazia il gesto tecnico di un indomito Torello.
La corsa sotto la curva la dice lunga su cosa succederà nei restanti 25 minuti di gioco.
Il grido Cattolica-Cattolica si alza alto al cielo, quelli che in questa occasione sono i locali, non mollano il proprio schema, rendendosi insidiosi con una giocata Montanaro-Leardini il cui tiro si infrange sul corpo di Brolli, i supporters tornano a farsi sentire, ma Belfiore fa orecchie da mercante giocando a vedo non vedo.
I bomber vengono ricordati come coloro che conducono la squadra alla vittoria, ma nella città di Cattolica gioca colui che con il numero 10 sulle spalle ricopre il ruolo di terzino, a volte destro, a volte sinistro.
Scocca il 74° Zandri pesca sul fronte opposto un Casolla libero di crossare indisturbato, appena Bernabucci arpiona il pallone viene accerchiato da tutta la retroguardia e costretto ad indietreggiare, la palla giunge a capitan Mercuri che appoggia indietro a Zandri, la tattica del fuorigioco non funziona ed il lancio a tagliare tutto il fronte offensivo trova nuovamente libero Casolla il cui esterno destro ad effetto s’insacca sul secondo palo.
Sugli spalti si respira aria di eccellenza, si consigliano tribune antisismiche.
In una partita nella quale sono scomparse le soste, Bernabucci, Ragno ed Ordonselli provano a chiudere il match, replicano Leardini e Becci, la dea bendata ha già elargito i suoi baci per questo pomeriggio.
A quattro minuti dal termine Gianfelici le prova tutte buttando nella mischia Cavalli per Mancini, la mossa produce un tiro di Leardini di poco a lato sul fronte destro, un incursione in area da parte di Fedeli ed un tiro di Mosconi che incoccia sul ferro che regge la traversa.
A tempo abbondantemente scaduto Mercuri svicola indisturbato sulla fascia sinistra, è il preludio per il 3° gol, ma Belfiore sancisce il termine delle ostilità, la palla rocambola in rete, i Cattolichini salutano con gioia la capolista.
Nota di gossip: – In tribuna presente anche Matteo Bartolucci, istruttore nuoto per adulti e per giovani calciatori, grazie alla collaborazione tra Torconca Calcio e Piscina comunale di Cattolica.
Una domenica in tribuna allo stadio Giorgio Calbi
Nell’ottava giornata del campionato regionale di promozione 2011/12 girone D, allo stadio Giorgio Calbi, il Cattolica Calcio ha ospitato il fanalino di coda Fontanelle. La neonata compagine riccionese ha schierato una formazione la cui età media è di circa 20 anni. Mr. Ciccio Carta ne ha approfittato per schierare dal 1° minuto di gioco alcuni giovani talenti che si erano già messi in mostra nelle precedenti partite. Il Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive, che si disputeranno oggi, 23 ottobre 2011, in Italia, in memoria del pilota della Motogp, Marco Simoncelli, tragicamente scomparso in Malesia. In suo onore la squadra cattolichina ha giocato con il lutto al braccio. Dopo 4 minuti di gioco la prima palla gol capita sui piedi di Jacopo Ordonselli, classe ’94, che dal limite dell’area lascia partire un tiro che scheggia la traversa. Al 7° Bernabucci prova la sua giocata migliore, sguscia sulla fascia sinistra, crossa sul secondo palo dove Ragno fa le prove generali tentando una mezza rovesciata, facile preda di Berardi. Al 11° è la volta di Pasini chiamare in causa direttamente su calcio di punizione dal limite l’estremo difensore ospite. Berardi smanaccia in Angolo. Gli ospiti subiscono la pressione controgiocando unicamente con lanci lunghi in direzione di Della Marchina. A centrocampo Mercuri smista palla sugli esterni con disinvoltura, è il 16° quando il mastino Paialunga stende da dietro Ragno. Il direttore di gara non può fare altro che mostrare il cartellino giallo. Cinque minuti dopo stessa sorte spetterà al numero 8 pari. Al 22° Bernabucci sforna un nuovo assist per Ordonselli che aggiusta la mira e dal limite dell’area impegna Bernardi in due tempi. E’ il preludio di un gol, magistrale. Ragno sulla corsia destra passa palla a Pasini per vie centrali, il n° 10 innesca un velocissimo Bernabucci che taglia tutta la difesa ospite, il preciso passaggio di ritorno viene spedito in rete dal vertice alto dell’area di rigore dall’accorrente Ragno, che dopo 60 metri di corsa ha avuto la freddezza d’infilare l’angolino basso della porta ospite. 1-2-3 quattro tocchi di prima da inserire nel manuale del calcio. Al 30° Bernabucci si conferma più assist-man che goleador, quando in mezzo all’area di rigore piuttosto che colpire di testa, prova una mezza rovesciata che si perde oltre la pista di atletica. Tre minuti dopo capitan Mercuri concede al Bufalo una seconda occasione, di poco meglio, ma la mezza rovesciata non sembra far parte del suo repertorio. Scocca il ’39 quando il magico due Pasini-Ragno sforna un’altra meraviglia. Tacco di Pasini a smarcare il compagno, medesima esecuzione ed è doppietta. Sugli spalti piovono applausi, il primo tempo si chiude senza patemi d’animo. Si pensa già alla prossima gara, il 30 ottobre sarà la volta del Verucchio essere ospite della Regina, qualcuno invoca il ritorno del Cobra Gualtieri. Nella seconda frazione di gioco il Cattolica ha trovato ulteriori varchi sulle fascie, Buffone si è messo in luce in quella sinistra, Bernabucci in quella opposta. Il Fontanelle ha provato continue verticalizzazioni che hanno portato al tiro Oliveri al 51° al gol su calcio di rigore trasformato da Cappelletti, per un atterramento di Ciavatta al 70° e ad un gol annullato su calcio d’angolo al 78°. Il momentaneo tre a zero porta il marchio di Casolla, che su calcio piazzato poco oltre la tre quarti, aggira la barriera ed infila in quell’angolino alto che viene denominato 7, quante punizioni provate dai giovani in allenamento! Il 4-1 è frutto dell’ennesima invenzione del funambolo Bernabucci, controllo di petto a trascinarsi la palla in area, finta di tira e sciabolata sul vertice alto dell’area, dove l’accorrente Buffone piazza a fil di palo. Ciccio Carta sembra professare l’arte della geometria. I due ci riprovano 10 minuti dopo, Bernabucci in percussione colpisce il palo destro, fortunato nel rimpallo prova il tap-in vincente, mentre la palla sembra carambolare in rete tra lo sbigottimento degli ospiti irrompe Buffone, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Probabile che in questa occasione avesse ragione, ma l’assistente ha fatto infuriare il nutrito pubblico fermando le folate offensive dei locali chiamando 3 fuorigioco, che più che sul filo sono apparsi dagli spalti assolutamente inesistenti. A 2 minuti dal termine Ragno si è fatto ipnotizzare da Berardi gettando alle ortiche una tripletta che considerate le qualità potrebbe non tardare ad arrivare, ma Bernabucci non aspettava altro che il passaggio per depositare la palla nella porta sguarnita, sugli spalti predicano umiltà. Le partite del Cattolica Calcio sono trasmesse la domenica sera alle 20.30 ed al lunedì alle ore 14.30 sul canale 211 – Icaro Sport. |
| Cattolica Calcio = 4 | Sostituzioni | Fontanelle = 1 | Sostituzioni | Marcatori |
| Gozzi Federico | Berardi | Ragno 25′ | ||
| Casolla Giovanni | Franchi | Ragno 39′ | ||
| Lipen Yauheni | * 81′ | Zamagni | * 75 | Casolla 64′ |
| Bagli Giordo | Ricci | Cappelletti 70′ | ||
| Sabattini Alberto | Montanari Cap. | Buffone 75′ | ||
| Piva Giacomo V.C. | Paialunga | * 32′ | ||
| Ragno Enrico | Ciavatta | Ammoniti | ||
| Mercuri Michele Cap. | Pari | * 45′ | Paialunga 16′ | |
| Ordonselli Jacopo | * 65′ | Della Marchina | Pari 21′ | |
| Pasini Nicola | * 54′ | Olivieri V.C. | Ciavatta 45′ | |
| Bernabucci Davide | Reccia | Gozzi 69’ | ||
| A disposizione | A disposizione | |||
| Galeazzi Davide | Piscaglia | |||
| Leonelli Gianluca | * 81′ | Marchionna | ||
| Buffone Francesco | * 54′ | Cappelletti | * 45′ | |
| Brolli Cristian | Zeegers | |||
| Vele Roberto | Tenti | |||
| Ordonselli Tommaso | * 65′ | Serafini | ||
| Zandri Davide | Canini | * 32’ | ||
| All. Carta Alessandro | All. Ceccaroni Roberto | |||
| Arbitro: | Assistenti: | |||
| Pirazzini di Faenza | Zaccarini di Lugo | |||
| Gesualdi di Bologna | ||||
Elementare come bere un bicchiere d’acqua
Come imparare a nuotare? 9 mesi di pratica aiutano a farlo meglio, poi le prove della vita creano ostacoli di varie nature e occorre ritrovare il giusto approccio all’elemento primordiale. In proposito a.s.d. Aldebaran Cattolica Nuoto ha predisposto dei corsi rivolti ad adulti desiderosi di migliorare il feeling con la vita.
La cuffia è d’obbligo non solo per i principianti, al mattino musica ed ottava corsia sono condivise con le ragazze che praticano il corso di Hydrobike.
L’istruttrice Laura ci guida all’ambientamento generale in acqua:
- scesa la scaletta con il volto rivolto verso l’esterno della vasca ci fa appoggiare le mani sul bordo.
- prima di imparare la tecnica di nuoto gli aspiranti devono adattarsi psicologicamente all’acqua e per chi ha avuto esperienze negative ciò può apparire impossibile, nessuno può aiutarci a parole, la pratica di esercizi è il metodo più efficace per vincere le nostre paure.
- Cominciamo con l’inspirare dalla bocca e muovendoci lateralmente espirare con il naso sott’acqua. Dopo aver reclinato il capo all’indietro ed aver bagnato le orecchie siamo pronti per un esercizio temutissimo!
- Aggrappati alla scaletta d’ingresso ci spingiamo sott’acqua tenendo aperti gli occhi, giunti sul fondo della piscina risaliamo espirando l’aria immagazzinata nei polmoni.
Alcune constatazioni:
- Bere una boccata di acqua è scocciante, il cloro rimane in gola fino a sera, ed anche fino al giorno dopo! Tuttavia inspirare acqua dal naso è paralizzante poiché l’acqua scende subito in trachea, in questo caso bisogna soffiare aria dal naso fino a far uscire tutte le goccioline!
- Con le lenti a contatto la visione subacquea risulta offuscata, gli utenti che usano occhialini non denotano controindicazioni ed è un acquisto da consigliare, inalare cloro dagli occhi non migliora i casi di miopia.
Dopo aver ingurgitato acqua da tutti i fori siamo pronti per imparare a battere le gambe e scivolare sull’acqua:
- Immettiamo aria nei polmoni, portiamo le mani sul bordo vasca, immergiamo la testa nell’acqua in modo da raggiungere una posizione del corpo orizzontale, le gambe sfiorano la superficie dell’acqua. Rilassiamo i muscoli rilasciando le tensioni, vinta la paura di affondare, i pulcini spennacchiati sono leggeri come piume.
- Con una mano sul bordo e l’altra libera in corsia battiamo velocemente le gambe, ripetiamo l’esercizio con l’ausilio di un bastoncino di spugna posizionato dietro la nuca ed impugnato con ambo le mani, maggiore è la battuta delle gambe migliore è la spinta che otteniamo in acqua, al contrario di quanto si possa pensare ad una maggiore muscolatura degli arti inferiori corrisponde una maggiore difficoltà nell’avanzare, poiché tendono a scendere e per tenerli a galla serve un apporto di ossigeno che andrà sottratto ad altre parti del corpo.
- Aggrappati ad un apposito bastone sorretto da Laura ci lasciamo trainare in corsia, raggiunta una velocità adeguata lasciamo il bastone provando l’ebbrezza di scivolare, liberi, in acqua. La testa è il nostro timone, se chiudiamo gli occhi rischiamo l’infrazione di corsia!
Nella piscina riservata ai bambini proviamo esercizi di scivolamento sul dorso, l’acqua è molto bassa, possiamo toccarne il fondo con i piedi mentre scivoliamo, Laura ci suggerisce di raddrizzare i piedi come fanno le ballerine mentre danzano sulle punte. Attenzione la vasca non è molto lunga, si rischia di battere la testa sull’altro lato del bordo.
I corsi di nuoto hanno numero di lezioni variabili: 12 – 16 – 20 – 24 – 60 – 92.
Queste note scritte sono il breve riassunto frutto delle prime 2 lezioni.
Alcune osservazioni:
- All’interno della struttura si respira un aria di ordinato distacco dagli affanni quotidiani, all’entrata si è riconosciuti dal sistema per mezzo dello striscio della tessera nella banda elettronica, si depositano le scarpe nell’apposito scaffale prima di entrare negli spogliatoi ed in piscina ci si può muovere con disinvoltura.
- Lo staff tecnico è sereno e prodigo di consigli.
- Il bar non è molto ampio, ho trovato un solo tipo di quotidiano, i prezzi sono tutti esposti e non si rischiano brutte sorprese, un buon take away o una tribuna allargata sui campi di gara!
Non è forte chi non cade mai
Natale Giulianelli è uno dei tre moschettieri, che insieme a Maurizio Benelli e Sauro Tontini educano attraverso la disciplina del Judo i giovani di ogni età. L’origine del Judo a Cattolica risale attorno alla metà degli anni ’60. Nel ’78 venne fondato l’attuale Centro Kiai Judo, con passione e perseveranza i nostri 4° dan hanno cresciuto generazioni di judoka. Ora sono affiancati dalle maestre 3° dan Isabella Andreucci e Antonella Alessandrino.
L’attività sportiva, al di là delle fasce, è suddivisa in turni:
- I novizi hanno dai 6 agli 11 anni, i più pratici dagli 11 ai 15, gli esperti dai 15 ai 90…
“Nel livello di etica, morale, educazione, il Judo non ha nulla da imparare da nessuna altra arte marziale. Il Judo deriva dall’antico Ju jitzu ed è una filosofia di vita, il Judo è una disciplina sportiva, che si distingue da ogni altra attività motoria. La prima cosa che il bambino impara quando entra nel Dojo è il saluto, in questo ambiente a lui nuovo e sconosciuto, la prima impronta che educa al rispetto per se stessi e per gli altri è il saluto. Il saluto è la base iniziale di un ottimo rapporto che intercorre tra chi gestisce la palestra e tra chi ne usufruisce.
Tra le tecniche di base la cosa più importante è saper cadere, poiché il Judo si basa sulle proiezioni, se non si sa cadere ci si rompe. Nei primi tempi è importante insistere sulla tecnica delle cadute, si può cadere per una proiezione di Judo, ma anche inciampare su un gradino per strada, quindi il Judo aiuta anche nella vita quotidiana.
Chi si iscrive ad un corso di Judo deve avere l’umiltà di venire ad imparare. Un detto giapponese:
- Se vieni a mani vuote posso metterti dei chicchi di riso, ma se vieni a mani piene non posso darti nulla.
L’umiltà di apprendere senza essere pieni di se stesso! Lo sport non è facile, né accettare le regole, né accettare la disciplina, ma è la base per arrivare, se non vi è un minimo di sacrificio alla fatica e al rispetto delle regole e meglio fare un altro sport.
Sviluppo morale attraverso il gioco del calcio
La Cattolica politica incontra la polis al Caffè Staccoli, l’educazione la si professa a scuola, ma la si impara nelle associazioni sportive. Il 25 febbraio 2011 i giovanissimi (’94) del Superga 63 erano impegnati in quel di Cervia, se non fosse che tra ripetizioni, compiti in classe e studi vari, neppure 1 su 10 si è reso disponibile per affrontare la trasferta.
Non è per la sconfitta a tavolino, né per il punto di penalità, né per la multa derivante dal non presentare la squadra, che ha convinto la società sulla scelta di convocare i (’97). Se pure allertati con mezz’ora di preavviso sull’orario di partenza, gli esordienti rispondono presente al proprio allenatore (Matteo Semprucci). Amicizia, rispetto per i colori sociali, voglia di giocare, solo alcune delle qualità di questi ragazzi che sono essenzialmente squadra.
L’aver vinto il campionato della propria categoria lasciava ben sperare sul fatto che, comunque, partita, ci sarebbe stata.
Nella fase di riscaldamento gli occhi sgranati erano puntati sulla stazza del portiere avversario.
La formazione: 1. Semprucci Andrea (C) 2. Ricci Francesco 3. Venturini Enrico 4. Vanzini Andrea 5. Piccari Marco 6. Rossetti Riccardo 7. Morreale Federico (VC) 8. Tenti Lorenzo
Difesa arcigna, passaggi uno-due, gioco di prima e tiro in porta, l’applicazione del manuale del calcio da parte degli esordienti è stata esaltante e commovente allo stesso tempo. Dopo 10 minuti di marcatura a zona e ripartenze, Piccari si fa trovare libero sul fronte destro, l’uscita del portiere è stata aggirata da un passaggio filtrante che Vanzini ha orientato in rete. Per altri 5 minuti il Cervia non ha capito quello che stava succedendo, poi Mr. Gianni Cidioli ha pensato bene di chiamare un time out e riposizionare la squadra con un più accorto 3-1. Se si fosse perseguito il conseguimento di un mero risultato agonistico, non ho dubbi che il Superga avrebbe incamerato i 3 punti, si è scelta la via del gioco, dell’esaltazione dello sport di squadra. Al 17’ il Cervia pareggia e nell’arco dei susseguenti 13 minuti altri 5 gol sono stati insaccati nella porta dei giovani granata.
La cattiveria agonistica dei rampolli è esplosa nell’intervallo, non erano solo loro a poter segnare 6 gol in un tempo. Quando si muore alcuni pensano che si debba stare zitti, personalmente penso che una parola di conforto sia sempre gradita, poiché alla sconfitta del fisico corrisponde una rigenerazione dello spirito, e dello spirito di questa squadra se ne parlerà anche nei tempi a venire.
Il secondo tempo si è concluso 4-3, per il Superga 63 sono andati in rete Tenti e due volte Semprucci!
Al rientro negli spogliatoi ai già futuri campioni è stato tributato il giusto plauso, dagli avversari, dal direttore di gara e da chi ha osservato con gratitudine questo trionfo dello sport.



























